1 - 22/7: Brescia - Castelfranco Veneto, 165km
Partenza in treno da Bergamo, dove abito, per raggiungere Brescia. L'idea era di non spendere più di due giorni per arrivare al confine con la Slovenia, ma da BG sono 400km, per cui decido di accorciare leggermente le prime due tappe. Il treno ritarda di un'ora su un tragitto di 45 minuti, per cui iniziamo già bene. La partenza effettiva in bicicletta è alle 9:30. La giornata si preannuncia calda e manterrà la promessa: il caldo è veramente.esagerato, il termometro del mio ciclocomputer durante il giorno segnerà 50 gradi ma è esposto al sole per cui non vale, però rende l'idea; in realtà si raggiungeranno almeno i 35-37 gradi. A Verona leggerò al volo il titolo di un giornale locale esposto in un'edicola: "mai così caldo a Verona" (da non so quando) - aspettava me...
Verona
Percorro la SS11, è sabato mattina per cui il traffico è ridotto. Nelle vicinanze del lago di Garda si lascia la strada principale (che diventa una superstrada) per entrare nel centro di Desenzano e seguire la strada che costeggia il lago. Si ritornerà sulla SS11 senza altre deviazioni. A Desenzano la strada corre in prossimità del lago, enorme che sembra il mare, l'atmosfera è quella tipica delle località turistiche. La strada è bella fino a Verona, con leggeri saliscendi in Valpolicella dove passa in mezzo a vigneti e filari di alberi, con una lunga discesa prima di entrare in città. Poco dopo la fine del lago di Garda, nella zona di Cavalcaselle, c'è una bella fontana per fare uno stop.
Entro a Verona passando per il centro storico e per l'Arena. Foto e uno spuntino, poi proseguo seguendo la direzione Vicenza, cercando di evitare sottopassi e altre cose non ciclabili. Poco più avanti dell'Arena, subito all'interno delle mura, c'è un'altra fontanella.
Si esce da Verona per una piacevole strada costeggiata da casette basse (prima corso Venezia, poi via Unità d'Italia), fino ad una enorme rotonda che insiste per portarmi sulla tangenziale Est di Verona. Proseguendo sulla rotonda si entra a S.Martino Buon Albergo riprendendo la vecchia SS11. Da qui in poi, fino a Vicenza e oltre, la strada non presenta grande interesse: lunghi rettilinei costeggiati da capannoni industriali e ovunque pianura (solo sulla sinistra si vedono in lontananza delle colline). Dopo Vicenza si percorre la via Postumia/SS53; il caldo torrido rende il paesaggio ancora più alienante.
Arrivo a Castelfranco alle 18:40, dove ho un albergo già prenotato che mi aspetta, un B&B gestito da una signora che rimane impressionata (come tutti quelli che incontrerò) dal fatto che io intenda arrivare in Polonia in bicicletta .
I run along road SS11, it's saturday morning, the traffic, usually quite heavy on working days, is light. Near Garda lake the main road must be left (it will become a high speed road) to get Desenzano city center, following a road along the lake shore. You'll get SS11 again after few km (just past the highway insertion).
The lake is huge, looks like the sea and atmosphere is like a seaside place. The road is very beautiful up to Verona, with some small hills in Valpolicella area, passing through wineyards and trees rows. After the lake, in Cavalcaselle, there is a fountain to make a stop.
I enter Verona, passing through historical center, in front of Arena theater. Photo and a little snack, then continue following Vicenza. Just past the Arena, inside the ancient walls there is another fountain.
You get out Verona along a nice road with low houses, up to a huge roundabout that seems wanting to drive you to the Verona East Highway. Skip the highway and enter S.Martino Buon Albergo, again on old SS11. From now on, up to Vicenza, the road is not very interesting: long and straight road, industrial and commercial buildings around, flat landscape (just some hills on the left, quite far away).
After Vicenza the road name changes to SS53 (called "Postumia").
I get Castelfranco Veneto at 6:40pm, where I had reserved a room in a Bed & Breakfast, managed by a hold lady who is very impressed by my idea to go to Poland by bike (like all people I'll meet on the way).
2
- 23/7:
Castelfranco V. - Monfalcone, 154km
Parto abbastanza presto, verso le 7, per guadagnare un po' di frescura. La strada (SS53) è ancora poco interessante, soliti rettilinei e il nulla attorno. Passo per Treviso, che mi riporta alla mente vecchi ricordi personali; fa impressione, e un po' di tristezza, ripassarci in bicicletta dopo anni. Lascio la città in fretta con l'aiuto di un ragazzo del luogo che mi guida attraverso un breve ma simpatico percorso lungo il Sile. Mi avvicino al Friuli, il paesaggio diventa più vario e si attraversano luoghi cari alla storia. Si passa davanti al Sacrario Militare di Fagarè che riporta sulla facciata la celebre frase "Il Piave mormorò non passa lo straniero" e subito dopo sul Piave "sacro alla Patria". Non sono molto lontano dal mare, infatti si vedono le comitive di ragazzi che vanno a Lignano. Il caldo è ancora pauroso ma fortunatamente non umido. L'aria che ti viene incontro per la velocità è calda ma almeno si muove e non si soffre eccessivamente. L'acqua delle borracce è buona per cuocere la pasta.
Fagarè
"Il Piave mormorò non passa lo straniero"
The sea is not far from here, I see groups of young people leaving for Lignano beach, near Venezia. The weather is terribly hot but at least not wet. Past Portogruaro I take SS14 road coming from Venezia/Mestre, again straight road up to Monfalcone, where another hotel is waiting for me. Not very comfortable, but I dont have to stay a week, so I can adapt.
3- 24/7:
Monfalcone - Brezovica pri Ljubljani, 132km
La strada a Monfalcone è inizialmente un po' trafficata, ma dopo alcuni km si passa sulla litoranea che corre in alto sul mare mentre il traffico pesante viene deviato altrove. La strada è molto bella e anche in discesa, per cui si vola fino a Trieste, passando per il famoso castello di Miramare. Sono due anni che non vedo il mare, il che mi fa una certa impressione. Foto di rito in piazza Unità d'Italia e riparto. Adesso inizia il vero viaggio. La salita verso Villa Opicina e il confine di Fernetti è dura ma regolare, anche carico di bagagli si fa in maniera accettabile (in realtà senza bagagli non sarebbe niente di speciale); salendo c'è un bel panorama sulla città. Controllo documenti al confine e passo la frontiera. Non mi ricordo di aver letto da nessuna parte "Slovenja" (e non sarà l'unica volta che succede ad una frontiera). Al doganiere chiedo per sicurezza quale strada devo seguire; mi viene detto di andare dritto. Io sono in bicicletta e credo si veda abbastanza bene. "Dritto" si rivela essere (come infatti sembrava, da qui la mia domanda), dopo poche centinaia di metri, l'autostrada per Ljubljana, con tanto di grande stazione di servizio dove mi fermo per chiedere lumi. Anche alla stazione di servizio non sembrano particolarmente impressionati del fatto che io sia in bicicletta sull'autostrada, anzi quasi quasi mi compro un adesivo SLO da attaccare alle borse!
Trieste
Da qui in poi la strada sarà un'infinita sequenza di saliscendi in un paesaggio di campagna, dove i centri abitati sono piccoli e distanti tra loro, nel più totale isolamento dalla civiltà. Sarà normale trovarsi da solo nel nulla, con solo colline e vegetazione attorno, strada e curve senza fine davanti e dietro. Il clima è fresco, sia perchè probabilmente l'ondata di caldo dei giorni precedenti è passata, sia perchè sono sui 500m sul mare. I saliscendi non lasciano tregua, il tempo passa mentre i km non procedono. E' faticoso, più che una salita continua, perchè spezza continuamente il ritmo, e in più c'è anche vento (ovviamente contrario). Mi fermo a mangiare qualcosa ad un casello dell'autostrada che passa vicino alla strada (non perchè voglia rientrarci, ma perchè c'è un riparo dal vento). Ljubljana è ancora lontana, sono affaticato e anche un po' scoraggiato. Comunque, a parte questo, il paesaggio è bellissimo, totalmente immerso nel verde, il traffico automobilistico scarsissimo (ma quei pochi che ci sono corrono come degli ammazzati).
Dopo aver mangiato le cose vanno un po' meglio. Arrivo a Postojna (Postumia), mangio ancora un po' e faccio il mio primo incontro con la popolazione locale in un piccolo supermercato dove compro qualche succo di frutta e altri generi di conforto. Non ho Talleri sloveni ma la cassiera vede gli Euro e mi dice "nie problema", il che me la fa immediatamente amica.
La Slovenia passerà all'Euro nel 2007, ma già un anno prima tutti i negozi hanno i doppi prezzi su qualsiasi articolo (almeno dove ho visto io, ma mi è stato confermato da un impegato di un supermercato). Per inciso, in Slovenia non ho mai cambiato denaro. Ho pagato gli alberghi sempre in Euro facendomi dare il resto in Talleri, che usavo per i piccoli acquisti di cibarie nei posti dove non prendevano gli Euro.
Seguo la strada 409 passando per Logatec e Vrhnika, dopo la quale inizia una lunga discesa fino a Ljubljana. Ce l'ho fatta ma è stata molto dura, ad un certo punto disperavo di arrivarci, anche se sapevo che prima o poi doveva iniziare la discesa, dato che Ljubljana è ad una quota molto più bassa rispetto alle colline del Carso.
Trovo un albergo a pochi km dalla città e mi fermo a riposare e cenare. Mi faccio indicare un posto dove mangiare, che scoprirò essere un ristorante italiano: spaghetti al tonno (devo dire molto buoni).
Hills are continuous, time passes but I'm very slow, it's also windy. I stop nearby the motorway, at a toll station to make a short stop and have some food repaired from wind. Ljubljana is still very far away, I'm tired and a little bit discouraged. Apart that, the landscape is wonderful, totally green. Almost no cars around (but the few cars I meet run very fast).
After lunch I get better. I pass through Postojna, have some food more and meet the first local people in a small shop to buy some fruitjuice and other food. I don't have Slovenian Tolars, but the cashier sees the Euro and says "nie problema", becoming immediatly my friend !
Slovenja will switch to Euro in 2007, but all shops have double prices shown for any good (at least it's what I have seen, and it was confirmed by another supermarket worker). By the way, I never changed money in Slovenja. I paid hotels with Euro getting some money back in Tolars I used for food shopping in some places where I couldn't pay directly in Euro.
I follow road n. 409 passing through Logatec and Vrhnika. Now a long descent begins, up to Ljubljana. I eventually get the city, but it was very hard, I even despeared to be able to get it. Once found an hotel few km before the city center I stop to have a rest and dinner. I will find out that the restaurant is an Italian one: spaghetti and tuna (very good to be honest).
4 - 25/7:
Brezovica - Ljubljana - Zagorje ob Savi, 6 + 57km
Mi sento ancora un po' affaticato, per cui decido di fare una giornata di riposo, che coincide perfettamente con l'occasione di fare un giro in città. Mi procuro una mappa e vado un po' a caso, che è il mio modo di visitare. Il triplo ponte (Tromostevje) sulla Ljubljanica, di fronte a Presernov Trg, è d'obbligo, come anche il ponte dei draghi (Zmajski most), poi si gira un po' dove capita. L'altro fiume, la Sava, passa fuori dal centro storico e lo incontrerò più avanti.
Per ritemprarmi ulteriormente decido di passare un po' di tempo nell'acqua della piscina Ilirija, all'interno del parco Tivoli. La Slovenia è un paese tranquillo, la gente pacifica, ma di lasciare la bici carica per strada tre ore non se ne parla. La bicicletta non potrebbe entrare, ma dopo un po' di contrattazione riesco a convincere il gestore a farmela piazzare nel giardino retrostante la piscina, dove peraltro ci sono almeno altre 10 biciclette di ragazzini del posto (il che mi ha molto aiutato nel convincerlo: perchè loro si e io no ?)
La piscina è uno dei modi migliori per rimettersi in sesto e ne cercherò altre nel corso del mio viaggio.
Zmajski most
To get even better I decide to spend some time at the Ilirja pool, inside Tivoli Park.
Slovenja is a quiet country, people is peaceful, but I can't leave my bag load of bags on the road, so I ask the pool manager for entering it inside the pool building. It would be forbidden, but some bikes belonging to local boys help me to convince him. In the afternoon I ask to a tourist information office to reserve for me a room in a hotel about 60 km forward on my road, just to gain some road. In few hours I'm at destination, without too much effort (the room is reserved).
The road is very beautiful, following the Sava river, and it goes downhill.
5 - 26/7: Zagorje ob Savi - Moravci, 135km

La mattina è fresca e le colline circostanti sono ancora immerse nella nebbia quando mi sveglio, verso le 6:30.
La strada è molto bella e ancora in discesa, la valle della Sava è stretta e morbide curve si succedono una dopo l'altra, rendendo molto divertente la guida. Passo accanto ad un impianto industriale con una ciminiera veramente gigantesca, altissima e larghissima alla base. A Zidani Most il mio percorso devia
Nebbia mattutina a Zagorje
Morning fog in Zagorje
Da Celje a Ptuj avevo due possibilità: seguire piccole strade locali senza passare da nessun centro abitato particolarmente importante, oppure passare da Slovenske Konjice e Slovenska Bistrica, lungo strade comunque minori ma che seguono più da vicino il percorso dell'autostrada Ljubljana-Maribor. La mattina in albergo mi avevano detto che il primo percorso è più bello, per cui opto per questo. Inoltre non avendo la necessità di cercare alberghi in questo tratto di strada non ho la bisogno di passare per le due cittadine sopra menzionate.
Non so se mi sono perso qualcosa nel fare questa strada ma so quello che ho trovato: un ambiente meraviglioso, strade deserte e luoghi verdissimi e bellissimi, passando a volte sotto gallerie di vegetazione create dagli alberi, ma anche uno dei tratti di strada tra i più duri del viaggio. I saliscendi sono continui, quasi esasperanti, e le pendenze notevoli, in qualche caso veramente durissime. Sarà peggio solo nei primi km dopo il confine con la Polonia.
A Ptuj faccio un giretto nel centro storico e passo da un ufficio turistico per prenotare una camera da qualche parte più avanti. Trovano un albergo a Moravci, lungo la strada 712 e poi 439. L'albergo si rivelerà su una collina, concludendo degnamente la fatica di tutto il giorno.
L'albergo è bello ma la giornata è stata calda e la camera in mansarda è letteralmente un forno.
The road is very beautiful, still descending along the Sava valley, large curves follow one after another, and running is very pleasant. I pass by a big industrial plant with a biggest chimney, highest and huge on the base.
Once in Zidani Most my path turns on the left to Celje, following the Savinja river (the main road continues along the Sava). From now on the road will become narrow and landscape even more country. I pass through smallest villages, often few houses or farms that show how in that place life is still based on agriculture. Near Celje I get for some time a light rain, but the sky is apparently free of clouds and sunny. The effect is really a magic.
From Celje to Ptuj I had two options: following small local roads, away from bigger cities, or passing through Slovenske Konjice and Slovenska Bistrica, along minor roads but not far from Ljubljana-Maribor motorway. In the morning I had been told at hotel that the first path is more beautiful; also I don't need to find an hotel in this part of the country for several kms, so I choose the first option.
Maybe I lost something interesting because of this choose, but for sure I found a wonderful landscape, desert roads, green and beautiful places, passing sometimes under green tunnels made by trees leaves, but hals one of the hardest part of the trip. Ups and downs on hills are continuous, slopes often very hard. It will be harder only the first kms past Poland border.
In Ptuj I make a short visit at the historical center and ask a tourist office for a room somewhere forward. The find a hotel in Moravci, along road 712 then 439. The hotel will be on a hard to ride hill, concluding the big effort of the whole day.
The hotel is beautiful, but the day was hot and the room is literally a oven.