1 - 28/4: Colico - Meienfeld, 142km
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Le altimetrie riportano le quote da Colico al passo Spluga e dalla zona di Splugen fino a Meienfeld. Il tratto intermedio
cade in una zona in cui Google Maps ha un bug che impedisce di costruire una mappa che contiene tutto il percorso.
Elevation charts report elevation from Colico to Splugenpass and from Splugen area to Meienfeld. Intermediate route falls into an area where Google Maps has a bug and prevents to draw a correct map.
Elevation charts report elevation from Colico to Splugenpass and from Splugen area to Meienfeld. Intermediate route falls into an area where Google Maps has a bug and prevents to draw a correct map.
Il viaggio inizia subito con un passo alpino. Dalla zona del lago di Como, poco distante da casa mia, le possibilità per arrivare in Svizzera sono diverse ma dalla montagna non si scappa. Si può attraversare la frontiera a Chiasso, raggiungere Lugano in poco tempo e inoltrarsi in territorio svizzero tramite il passo del San Bernardino, oppure sul san Gottardo, arrivando non distante da Lucerna, o il Lucomagno. Altre alternative sono Sondrio-Tirano e il Bernina oppure Chiavenna e il passo dello Spluga o il Maloja e lo Julierpass in Engadina. In ogni caso c'è da mettere in conto di superare i 2000 metri di quota.
La scelta ottimale per il mio percorso è il passo dello
Spluga,
in quanto la zona di Lugano e l'Engadina
lago di Montespluga
Montespluga lake
sono meta di altre escursioni
che periodicamente faccio da quelle parti per cui conosco
già i posti. Le altre possibilità sono o troppo distanti per il
poco tempo a disposizione o veramente impegnative (come il Bernina). Rimane
come ultima incognita la percorribilità del passo. Da un
sito dell'Automobil Club Svizzero lo Spluga risultava chiuso; l'alternativa
a quel punto sarebbe il Maloja o provare ad arrivare in cima e sperare
di passare; è fine aprile e l'inverno non è stato
molto
nevoso, per cui non mi aspetto che la strada sia bloccata dalla neve,
ma non si sa mai e c'è anche il rischio di trovare una
guardia
di confine svizzera che mi rimandi indietro. Dopo essere arrivati a
duemila metri di quota sarebbe seccante !
Inizio a pedalare a Colico in direzione Chiavenna. La strada è piacevole anche se un po' stretta per il traffico che si incontra, seppur moderato. Raggiungo il centro di Chiavenna e mi trovo al
bivio che porta a destra verso il Maloja e dritto verso lo Spluga. Il
cartello dice che il passo è aperto, per cui anche l'ultima
incognita si risolve e mi dirigo sicuro verso il mio primo trofeo, lo
Splugenpass.
lago di Montespluga
Montespluga lake
Inizio a pedalare a Colico in direzione Chiavenna. La strada è piacevole anche se un po' stretta per il traffico che si incontra, seppur moderato. Raggiungo il centro di Chiavenna e mi trovo al
La salita è impegnativa ma regolare, il traffico scarsissimo e i luoghi molto suggestivi. La strada inizialmente si snoda su rettilinei e curve che si inerpicano sul costone della montagna; si vede lontano e la meta è ancora distante. Si attraversano piccoli centri abitati e mentre seguo con gli occhi il percorso sulla cartina mi rendo conto che la strada è veramente lunga. Vado piano, circa 7-8km/h, perchè la bici è a medio carico e soprattutto perchè l'inaspettata stanchezza degli ultimi giorni mi fa salire prudentemente senza forzare per non restare totalmente a secco già prima di iniziare. Fortunatamente le forze mi accompagneranno e la salita sarà affrontata in modo regolare senza problemi.
A circa metà strada, dopo l'abitato di Campodolcino, comincia lo spettacolo. Un cartello "10 tornanti" annuncia l'inizio delle ostilità. La strada si impenna ad ogni curva, i tornanti si susseguono uno dopo l'altro e l'altimetro registra fedelmente la quota che sale. Non ci sono solo i tornanti, ma anche delle brevi gallerie, molte delle quali sono in realtà solo strutture di protezione della strada, con il fianco a valle aperto. Nessuna delle gallerie vere e proprie crea problemi, in genere entrando si vede già l'uscita poco distante. Solo una è un po' più lunga e in mezzo totalmente buia; è strana e un po' inquietante, un budello nero in salita immerso nel silenzio. In ogni caso basta una piccola luce posteriore per essere visti, a parte il fatto che il traffico è quasi inesistente.
Di tanto in tanto una targhetta riporta la quota; 1200, 1500, 1700.
Alla fine dei 10 tornanti si arriva al bivio per Madesimo; siamo ormai intorno ai 1900 s.l.m., un rifugio di montagna sulla sinistra certifica l'indicazione dell'altimetro e fa capire che ormai ci siamo. Dopo Madesimo ancora qualche tornante per arrivare all'altopiano di Stuetta, dove la strada spiana per qualche kilometro a fianco del lago di Montespluga. Il lago è parzialmente ghiacciato ma il livello dell'acqua mi sembra molto basso. Il paesaggio è ormai di alta montagna, le vette sono di roccia nuda e c'è neve a chiazze tutto attorno a me. Il cielo è popolato di nuvole pannose che lasciano grandi spazi di sereno, l'aria è fresca, non c'è freddo ma nelle zone esposte il vento è tagliente.
A Montespluga passo accanto ai turisti che prendono il sole sulle sedie a sdraio; dopo le ultime case la strada riprende a salire, ma è quasi fatta, mancano 200 metri di dislivello e circa 3km. Una marmotta è indaffarata tra l'erba e la neve, che in molti punti arriva fino a bordo strada con muretti di 30-40cm. Il disgelo crea dei rivoli d'acqua e cascatelle tutto intorno.
Arrivo in cima intorno alle 15. Sul passo c'è una piccola caserma dei carabinieri ma non ho visto guardie di frontiera svizzere. Foto d'obbligo con il cartello del passo, indosso la mantellina antivento per la discesa e mi lancio sui tornanti che mi porteranno a Splugen e poi, attraverso la Via Mala, fino a Chur. Dal lato svizzero c'è più neve, la discesa è veramente piacevole; dopo Splugen si attraversa una valle molto stretta con pareti rocciose veramente grandiose. E' il primo assaggio di Svizzera e si presenta bene.
Dopo Thusis la valle si allarga, la strada è leggermente vallonata; attraverso Chur, cittadina di medie dimensioni che è anche la capitale del cantone dei Grigioni.
La tappa si conclude a Maienfeld, il paese di Heidi, dove è ambientata la celebre favola delle caprette che fanno ciao.
All these possibilities request climbing mountains over 2000 m.
Splugenpass
The only unclear thing left is whether the pass is open or not. The Automobil Club Switzerland website reports the pass is closed. The alternative is passing through Maloja or going on the top of the mountain and trying to pass anyway. Last winter was not very snowy so I don't expect the road is blocked by snow but you never know...
I start cycling from Colico to Chiavenna. The road is pleasant though a little bit narrow compared to the traffic. I get Chiavenna center at the crossing that brings to Maloja on the right and Spluga going straight.The road sign reports the pass is open so I go to take my first trophy, the Splugenpass.
The ascent is not easy but regular, almost no traffic and great landscape around. The road is initially quite straight, just few turns from time to time. You can look quite far away. Passing through small villages I give a look to the map, realizing that the way is very long. I go very slowly, 7-8 km/h, because of bags load and above all not to get tired too soon.
About at half way, at Campodolcino, the spectacle starts. A road signs "10 tornanti" (10 hairpin turns) announces the beginning of the fight. The road goes up steep at every turn that come one after another. The ltimeter reports my increasing altitude. There are also short tunnels, some of them are not real tunnels but road protection structures, with valley side open. No problems due to tunnels, just one of them is longer and totally dark. Anyway a little rear lamp is enough to be seen, apart that traffic is practically absent.
From time to time a sign reports altitude: 1200, 1500, 1700 meters.
After the 10 turns you get the Madesimo crossing. Altitude is about 1900 meters, the job is almost done. After Madesimo still some turns to get Stuetta where roads is flat for some kilometers along the Montespluga lake. The lake is partly frozen and water level seems to be very low. The landscape shows you that it is high mountain, rocky peaks and snow around me. White creamy clouds on the sky with large clear space, fresh air not cold, but wind may be freezing.
In Montespluga tourists are taking sunbath, after the last houses the road starts again ascending but you are almost on the top. Just 200 m height and 3km are left. I get the top at about 3pm. On the top there is a small guard office. Picture at pass road sign, I wear wind jacket and start descending very fast to Splugen and Via Mala to Chur. The Swiss side of the mountain is more snowy. From Splugen the valley is very narrow with great rocky walls. The first taste of Switzerland looks great.
After Thusis the valley gets larger, the road is slightly hilly. I pass through Chur, average size city, the capital of Graubunden Kanton.
The day ends in Meienfeld, the Heidi's homeland.
2 - 29/4: Meienfeld - Thalwil, 186km
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Da Maienfeld seguo la strada per Vaduz. La mattina inizia con una salita abbastanza dura per superare una collina a 713m s.l.m. Attraverso l'abitato, a destra ci sono le montagne di Heidi, sulla collina delle frecce indicano la direzione per la Heidihutte, la casa di Heidi. Le colline circostanti sono coltivate a vigneti.
Meienfeld - le montagne di Heidi
Heidi's mountains
Dopo Winterthur si sale un po' dopodichè una lunga discesa porterà fino quasi a Zurigo. L'ingresso in città è assolutamente indolore, il traffico urbano è scarsissimo, mi chiedo se sia normale dato che non c'è letteralmente quasi nessuno in giro in auto. Un altro mondo rispetto alle nostre città caotiche, e molto diverso da come si presenta in genere l'avvicinamento alle grandi città che ho attraversato nei miei cicloviaggi. Per arrivare a Zurigo centro e poi sul lago chiedo la strada prima ad un ragazzo in mountain bike che mi accompagnerà per un lungo tratto e poi a due ciclisti urbani. Chiedere la strada ai ciclisti del luogo è sempre una garanzia.
Seguo la sponda del lago in direzione Lucerna, le colline attorno allo specchio d'acqua sono popolate di ville e villette, il paesaggio è piacevole. Trovo un hotel a Thalwil, a circa 10km da Zurigo. L'hotel è molto bello, stanza e ristorante con vista lago. Sarà un po' costoso, ma ogni tanto si può fare. Il ciclismo è sofferenza e qualche volta ci si può concedere una piccola libertà, per compensare.
E' stata una tappa lunga, senza grandi difficoltà altimetriche anche se il dislivello complessivo della giornata, tra saliscendi e piccole asperità, è più di 1200 metri. I paesaggi sono verdissimi e le strade molto tranquille, in gran parte su piste ciclabili o corsie riservate a bordo strada.
Zurich
I get Bodensee. The lake is very large. In front of me there is Germany and on the right it's Austria. I leave the lake following Zurich way, the landscape is hilly with some up and down not very difficult; you can run quite fast. Traffic is very light though this is a main road (near Bonau, 8km from Frauenfeld there is a link to highway and traffic basically disappears up to Zurich).
After Winterthur the road goes up a little, then a long descent will take you almost to Zurich center. Entering the city is absolutely painless, almost no traffic. I wonder if it is normal, there are almost no cars around. Totally different from Italy habits and very quiet compared to usual entering in big cities during my bike tours.
To get Zurich center I ask some bikers met on the road (it is always a guarantee to get good directions).
I follow the lake shore on the way to Luzern, the hills around the lake are populated with small houses, landscape is very nice. I find a hotel in Talwil, about 10km from city center. It is very nice, quite expensive but sometimes I can do it.
It has been a long day, road basically flat and very quiet, green landscape. I could run almost all the time on bike tracks or reserved lanes on the right side of the road.
3 - 29/4: Thalwil - Wichtrach, 162km
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Giornata dei laghi. In questa tappa si troverà la vera essenza del tour. Dopo aver percorso la costa dello Zurichsee ancora per qualche kilometro lascio lo specchio d'acqua in direzione Zug. Di nuovo una salita impegnativa ad inizio giornata, c'è da scollinare per circa 300 metri di dislivello. La direzione da seguire è Luzern. Lo Zugersee si vedrà poco a dire il vero in quanto la mia strada lo costeggia per un breve tratto e non molto vicino. Dopo una decina di km sono a Lucerna, sulle rive del Vierwaldstattersee (lago dei quattro cantoni).
Luzern
Inizia la salita al Brunigpass
The ascent to Brunigpass starts here
Proseguendo verso Interlaken incontrerò l'Alpnachersee e il Sarnersee. Verso ora di pranzo arrivo a Giswil, ai piedi dell'impegnativa salita del Brunigpass (1007 s.l.m.). Il posto è idilliaco, la strada è dominata a sinistra da grandi prati verdissimi sul fianco ripido della montagna e dalla stazione ferroviaria del posto partono treni che salgono sul passo affrontando pendenze impressionanti. Decido di fare una pausa rilassante e mi fermo a mangiare qualcosa sulla veranda di un hotel-ristorante. A 10 metri dal ristorante inizia una salita rispettabile di 570 metri di dislivello per cui forse sarebbe meglio non appesantirsi, ma ho fame e il posto è troppo tranquillo per non godere di quella pace a tavola; un cartello ammonisce i ciclisti segnalando che la salita è distribuita su 16km ma la realtà è diversa. A metà strada ci sono 4 o 5 km pianeggianti lungo il Lungerersee, per cui la salita è in realtà sui 10km ovvero almeno 6-7% ma con tratti anche più ripidi. Insomma è una salita vera e lo si scopre solo strada facendo.
Lungern e il Lungerersee sono il prototipo della Svizzera. Se volete vedere una valle verdissima, un lago azzurro, morbide colline, pareti rocciose e innevate, un paesino di baite di montagna e le mucche, andate a Lungern: c'è tutto questo concentrato in 3km.
La discesa dopo il Brunigpass porta di volata a Brienz, sul Brienzersee, ovvero il lago ad est di Interlaken, attraversata la quale si prosegue lungo il Thunersee. La strada lungo i due laghi è spettacolare; l'acqua è sempre molto vicina e la vista sulle montagne che circondano la sponda opposta è maestosa, intervallata da tratti immersi tra gli alberi. Il colore del lago è verde smeraldo.
Arrivo a Thun e proseguo un po' oltre alla ricerca di un albergo che troverò a circa 20km da Berna. In zona ci sono le indicazioni per Emmental.
Nel pomeriggio incontro una cicloturista tedesca che arriva da Monaco di Baviera ed è rimasta disorientata dalle indicazioni stradali. Doveva andare a Friburgo ed ha seguito le frecce rosse delle piste ciclabili ma improvvisamente pare che queste frecce la riportino indietro. Guida una bici tipo "olandese" con un sacco di bagagli e non ha neanche una cartina piazzata di fronte al manubrio. Spero abbia trovato la strada maestra.
Lungerersee
I decide to stop and have relax lunch in a restaurant just there. The ascent strarts just 10 meters away, it is 570m and quite steep. It would be better not to have too much food but I'm very hungry and the place is too beautiful not to enjoy such peaceful atmosphere. A road sign warns the biker reporting that the ascent is 570m high and 16km long. In the middle there are 4-5km or flat road along Lungerersee, so the ascent is actually distributed on 10km, so the steep is about 5-6% with some steeper parts from time to time. A real ascent but you'll find out only on the way.
Brienzersee
Lungern and Lungerersee are Switzerland's image. If you want to see an green valley, a blue lake, soft hillies, rocky and snowy mountains, a villages of moutain houses and the cows, go to Lungern. You will find everything together in those 3km.
Descent after Brunigpass brings you to Brienz, on the Brienzersee, the east's side Interlaken lake, then you go to Thunersee (the west's lake). The road along the two lakes is spectacular. Always very close to the lake, great view on opposite's side mountains or running under the trees. The lake's color is blue/emerald-green.
I get Thun and go forward to look for an hotel. On the road I met a German cycloturist who is coming from Munich. She has been confused by road signs. She should have gone to Fribourg following the red road signs for bikes but suddendly such signs seem to come back. She drives an "holland" bike with lot of bags and does not even have a map on the handlebar. I hope she eventually found the way.
4 - 1/5: Wichtrach - Geneve, 187km
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Finalmente una partenza tranquilla,senza salite. La strada procede con i soliti saliscendi che principalmente tendono a salire. A Gumligen discesa veloce verso Berna. Si entra in città attraveso il ponte sul fiume Aar che nasce sulle Alpi Bernesi e si getta nel Brienzersee e nel Thunersee, lungo la strada percorsa nella tappa precedente, prima di sfociare nel Reno (che è stato brevemente incontrato durante la seconda tappa, nei dintorni di Vaduz).
Lago di Neuchatel
Neuchatel's lake
Bern
Seguo la segnaletica rossa per le biciclette che però mi porta a fare tante deviazioni e divagazioni. Passo nel centro di Avenches addobbato a festa per l'imminente passaggio del Giro di Romandia (il 2 maggio). Lungo la strada incontrerò la squadra Gerolsteiner che si sta allenando. Ero fermo ad un bivio e avevo bisogno di informazioni stradali: vedo un ciclista che sta arrivando e penso che sia semplicemente uno del luogo vestito con la divisa di una squadra, come si vedono tanti appassionati, e lo chiamo per chiedergli di fermarsi un attimo. Lui gentilmente mi fa notare che dietro c'è il resto della squadra, un gruppo di assatanati che vanno a 45 all'ora su pazzesche biciclette costruite in materiali aerospaziali e che non si può fermare.
Da Avenches a Estavayer-le-Lac, sul lago di Neuchatel, seguo ancora la segnaletica rossa con il simbolo della bici, ma quasi mi perdo (per cui comprendo le difficoltà della cicloturista tedesca del giorno prima e decido di ignorarla da ora in poi). Ad un certo punto arrivo a quello che sembra un incrocio con una grande strada scoprendo all'ultimo momento che stavo per attraversare la pista di un piccolo aeroporto militare.
Da Estavayer seguo la strada che corre ad una certa distanza dal lago che si vede a destra. A Yverdon si raggiunge la riva del lago. Faccio una pausa per mangiare qualcosa, con il massiccio dello Jura di fronte a me.
Lascio Yverdon seguendo le indicazioni per Orbe/Vallee des Joux. La strada è bellissima, su uno sfondo di colline basse e rotonde, verdi e gialle di fiori. Qualche saliscendi ma non particolarmente impegnativo. Lungo il percorso si incontra un piccolo paese all'aroma di caffè. Sul posto c'è uno stabilimento di una nota marca di bevande e la cosa è evidente all'olfatto.
A Cossonay seguo i cartelli perGinevra che mi deviano rispetto al percorso che avevo previsto. Arriverò al lago a Morges, poco distante da Losanna, mentre avrei voluto seguire la strada dei vigneti fino a Rolle.
La strada lungo il lago di Ginevra corre un po' distante dal lago stesso, è a tratti piacevole a tratti anonima, comunque scorrevole.
La fatica si sente, gli ultimi kilometri sono a testa bassa, vedo solo l'asfalto e i numeri che scorrono sul ciclocomputer ma ormai devo arrivare a Ginevra. Si attraversa qualche borgo interessante sul lago per arrivare nella grande città attraverso uno stradone a scorrimento veloce che però ha una pista ciclabile a fianco per cui l'ingresso nella metropoli è sicuro.
Arrivo finalmente a Ginevra dopo 187km, sono ormai molto stanco. L'ultimo treno con trasporto bici per l'Italia è partito da diverse ore per cui prenderò una stanza in un albergo di fronte alla stazione ferroviaria. Un ringraziamento va alla gentile receptionist dell'albergo, per la sua cortesia e il piccolo sconto (forse impietosita dal mio aspetto provato ?).
L'obiettivo è raggiunto, le montagne, i 12 laghi, le città, l'arrivo a Ginevra. Anche questa è fatta.
Crisi di fame ?
Are you hungry ?
I follow the red road signs for bike that drives you on many diversions. The center of Avenches is decorated to celebrate the Tour of Romandia that begins tomorrow. On the road I will meet the Gerolsteiner pro cycling team during a training run.
From Avenches to Estavayer-le-Lac, along Neuchatel lake, I follow the bike track red signs but I almost get lost (so I understand the problems of yesterdays German lady and decide not to follow them anymore). I reach a big road crossing but I find out just in time that I'm crossing the track of a military airport !
Lago di Ginevra/Lemano
Lac Leman
I leave Yverdon following Orbe/Vallee des Joux road signs. The road is wonderful, low hills around, green and yellow because of flowers. Some ups-and-down not very hard.
In Cossonay I follow signs to Geneve but they drive quite close to Lausanne, differently than my plans were I had decided to get the lake in Rolle instead of Morges. Anyway, now I am on the main road to Geneve, sometimes nice sometimes nothing special, always very fast.
I'm very tired, the last kms are done just looking the asphalt and numbers turning on my bike computer. Entering Geneve is through al large road with fast traffic but there is a bike track on the right side so there is no danger.
I eventually get Geneve after 187km and I am very tired. The last train to go back in Italy has left the station severals hours ago so I look for a room in an hotel.
Special thanks to the kind receptionist for the little discount, maybe due to my very tired look...